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Colla di pesce

RASSEGNA STAMPA
 
   Chanceincomune ha recensito Colla di pesce
        
Lorenzo  Fain al suo esordio con il romanzo “Colla di pesce”,stupisce per la sua  scrittura scorrevole, fresca, giovane,veloce e dal finale al quanto  sorprendente. Sullo sfondo di una Trieste degli anni ’90, Fain racconta  la storia di un’amicizia tra due giovani ragazzi; quella fra Duilio,di  professione attacchino,amante della birra e della panna cotta,e  Felice,un tranquillo diciassettenne dai grossi occhiali,appassionato di  cucina.
Trasversalmente  alla loro amicizia,il lettore conoscerà due personaggi di spessore, due  donne: Franca ed Ester,nonché madre e sorella di Felice. La prima,una  donna vedova incantevolmente malinconica,rigida e bella, ancorata  emotivamente al ricordo dell’amato defunto marito e la seconda  invece,una giovane donna anticonvenzionale,libera e selvaggia,della  quale Duilio resterà ipnotizzato e con la quale vivrà momenti di pura  adrenalina e di impetuoso eros.
“Colla  di pesce” non è il collante per le affissioni dei manifesti, né uno  degli ingredienti con cui la nonna di Duilio gli preparava la panna  cotta…”Colla di pesce” é quella vita che il protagonista sentiva  spingersi sulla pelle quando si trovava accanto Ester,ed è con lei che  nonostante la distanza,resta incollato nel ricordo di un sogno che fa  tutte le mattine.
Non  sono mai stata a Trieste,ma grazie alle eccellenti capacità descrittive  dello scrittore,dopo aver letto questo piccolo romanzo,posso dire di  esserci stata e di aver passeggiato e conosciuto le persone di Via  Bellosguardo.
Recensione a cura di : Elena Gimmati.
http://chanceincomune.altervista.org/colla-di-pesce/?doing_wp_cron=1459176355.1746230125427246093750
Colla di pesce recensito da Fare voci
        
di Chiara Dorigo
Nemmeno  il rancore l’avrebbe mai abbandonata: traspariva dai suoi occhi fuori  dalle orbite, mascherava la dolcezza che non poteva nascondere e che non  l’avrebbe difesa. Seppure non ci fosse nessuno da cui difendersi, lei  aveva imparato a mentire. Personalmente mi sono informato, ma tra le  tecniche esoteriche non esiste la lettura delle cicatrici. Purtroppo.  Grave mancanza, direi.
Solitamente cerchiamo e troviamo dei libri che ci ispirano, ma cosa succede quando sono certi libri a trovare e ispirare noi? Lorenzo Fain mi  aveva scritto perché aveva scoperto che ho il vizio–passione di leggere  ad alta voce, e siccome presto ci sarebbe stata una presentazione del  suo romanzo “Colla di pesce” i suoi personaggi stavano cercando una voce. Fatta.
Così mi sono ritrovata a leggere la storia raccontata da Duilio,  che di mestiere fa affissioni sui muri di Trieste, che non ha voglia di  rotture e cambiamenti e preferisce starsene nel guscio protettivo e “blobbeggiante” della colla di pesce che usa per lavoro, della sua routine di panna cotta e divano, del non mettersi mai in gioco.
La vita però è più dinamica e curiosa di lui e incrocia il suo destino con quello di Felice, giovane “graffitaro” alla ricerca di risposte esistenziali, della splendida madre Franca e soprattutto della a dir poco complessa sorella Ester.  Tre personaggi che devono fare i conti con la perdita dolorosa di un  padre, di un marito, attivando tutte le strategie, gli escamotage e le  risorse utili e necessarie per sopravvivere ad un lutto che ha ucciso  anche buona parte di loro.
Non  possono permettersi la paralisi e ognuno troverà la propria personale  ricetta per RE-AGIRE, evolvere, incollando alle proprie vicende il buon  Duilio, suo malgrado vittima di eventi imprevedibilmente disastrosi. Il  tutto è ben scritto con ironia e delicata umanità nello scenario di una  Trieste dipinta dalle pennellate-pedalate della bici di Felice, che  corre senza freni lungo le pittoresche vie della città, incontrandone  folli e saggi abitanti.
La “verità”  di Franca, Felice e Ester mi ha dato una pacca d’incoraggiamento sulle  spalle e ho sorriso, con indulgenza, pure a me stessa. Se un romanzo  riesce a fare questo compie un piccolo miracolo. Buona lettura.
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