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Cocciardo Eduardo

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Eduardo Cocciardo è nato ad Ischia (Na) il 17/10/1975. Nel 1999 si laurea in Lettere Moderne, indirizzo Musica e Spettacolo, presso l'Università Degli Studi Di Siena con una votazione di 110 e Lode. Scrittore, docente, attore, regista teatrale e cinematografico, studia con Dario Fo, Laura Curino, Lello Arena, Nicole Kehrberger, Carlo Boso, Eugenio Barba. Nel 2003 vince il Premio per il Miglior Testo al Festival Nazionale del Cabaret di Torino. Autore di numerose commedie teatrali, di cortometraggi, mediometraggi, documentari e di un lungometraggio, Assemblé, che nel 2006 raccoglie il consenso del pubblico e della critica in diversi festival e rassegne d'essai, pubblica per NonSoloParole Edizioni il saggio L'Applauso Interrotto – Poesia e Periferia nell'opera di Massimo Troisi (2005), ed il romanzo Alice Fuori Dal Paese (2007), mentre per Albatros Il Filo il thriller Neve Bianca (2010).  Ha pubblicato il suo ultimo romanzo Gli Alfabeti della Morte nel 2016 con Arpeggio Libero. Nel 2013 il suo cortometraggio La Mezzanotte Bianca, una divertente ed allucinata parodia dei mockumentary horror, ottiene ottimi riscontri al Fi Pi Li Horror Festival di Livorno, all'Ischia Film Festival ed all'Imperia Video Festival. Ha in seguito girato il sequel La Mezzanotte Rossa, anche questo selezionato al Fi Pi Li Horror Festival ed all'Ischia Film Festival 2016. A maggio 2016 il suo spettacolo di narrazione L'Ultimo Borbone, col commento musicale live degli Epo, è andato in scena al Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli nell'ambito della Rassegna Maggio D'Arte. È regista dello spettacolo Aspettando Godot della Ugualos Produzioni, andato in scena prima al Polifunzionale di Ischia (Premio Miglior Spettacolo, Miglior Regia e Miglior Attore protagonista), e poi allo Ztn di Napoli, al Cst di Caserta ed al Vertigo di Livorno. Dirige, presso il Nuovo Teatro Sancarluccio, in collaborazione con Bruno Tabacchini, il Laboratorio di comicità Pensacomico, giunto alla sua seconda edizione. Sempre al Nuovo Teatro Sancarluccio ha debuttato a maggio 2017, nell'ambito del Maggio d'Arte, il suo spettacolo Un giorno all'improvviso – un amore contemporaneo, da lui scritto, diretto ed interpretato con Francesca Stizzo (opera molto apprezzata da pubblico e critica, in scena, fra gli altri, al Benevento Città Spettacolo, al Museo Nazionale di Napoli, al Teatro Petrolini di Roma). Ad ottobre 2017 ha girato il film corto La Mezzanotte Blu, terza ed ultima parte della trilogia dedicata alla parodia horror. Il cortometraggio è stato selezionato allo Short Film Corner del Festival di Cannes 2018, al Fi Pi Li Horror Festival e nella prestigiosa sezione Scenari Campani dell'Ischia Film Festival. Recentemente è stato selezionato nel Laboratorio “Mente Collettiva” diretto da Eugenio Barba ed organizzato dal Napoli Teatro Festival. A maggio 2018 ha debuttato al Nuovo Teatro Sancarluccio il suo ultimo spettacolo, Io sono Claudia 13 11 15. Nel 2019 scrive dirige ed interpreta il suo ultimo film corto, L’amore ai tempi della collera, distribuito da Maxafilm. Dirige lo spettacolo teatrale La Locandiera di Carlo Goldoni, a cui dedica il saggio critico La Locanda delle maschere perdute – La riforma Goldoniana. Dirige il laboratorio di scrittura creativa Scripta Manent per l’Associazione Radici presso il Torrione di Forio D’Ischia. Oltre ai suoi impegni teatrali e cinematografici, è docente di Recitazione teatrale e cinematografica, di Storia del Teatro e del Cinema presso la The Creative Arts Teresa Coppa di Forio, e collabora da diversi anni con la Società Dante Alighieri – Comitato di Siena.
Gli alfabeti della morte - Eduardo Cocciardo
Necatrix- Gialli, Noir, Thriller, Legal novel
Napoli, 1956. Armando Santoro, ex Commissario di Pubblica Sicurezza, lascia il Carcere di Poggioreale dopo otto anni di detenzione. Accusato dell'omicidio di sua moglie, Armando non ha nessuno che possa adesso aiutarlo a ricostruirsi una vita, decide allora di credere nell'unica persona che era andato a cercarlo nell'inferno del carcere, il monaco francescano Gianbattista Salcedo. Ma troppi sono gli incubi che si porta dentro. A cominciare dal “Tatuatore”, l'assassino seriale a cui aveva dato la caccia tra il '47 e il '48. Il killer delle matrone. Donne che governavano interi reggimenti malavitosi, ritrovate nei loro eleganti soggiorni completamente nude, inginocchiate nel loro sangue, davanti ad un piccolo specchio, coi polsi legati con del filo di ferro, ed una carta da gioco dipinta sulla schiena. Coppe. Bastoni. Denari. Un enigma che non era stato semplice risolvere. A distanza di otto anni il Tatuatore continua a tormentare Armando, invece adesso c'è da risolvere un altro mistero, più antico ed inafferrabile. Così Armando si ritrova impelagato in un nuovo enigma, che correrà in parallelo con quello del Tatuatore, in un continuo battibecco fra presente e passato.
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