A partire dalla pronuncia corretta alchìmia  che è da preferirsi nettamente alla pur diffusa pronuncia alchimìa, le idee su questa arte antichissima sono molto confuse.

L’alchìmia nasce in Egitto nel I secolo d.C., l’ambiente è quello ellenistico, anche se parliamo in realtà del periodo ellenistico-romano (per convenzione il periodo ellenistico vero e proprio lo si fa iniziare con la morte di Alessandro Magno 331 a.C. e terminare con la morte dell’ultima sovrana tolemaica ossia Cleopatra).

Tale pratica aveva come scopo i proponeva trasformazione dei metalli, e in particolare la loro possibile mutazione in oro e/o in rimedî per il prolungamento della vita. L’alchìmia venne  praticata, durante tutto il medioevo e l’inizio dell’età moderna, fino al diciassettesimo secolo.

Da esse ebbe gradualmente sviluppo la chimica.

L’itinerario alchemico per eccellenza, (volto a realizzare la pietra filosofale ossia la pietra in grado di: 1 Conferire l’immortalità, far acquisire l’onniscienza e infine trasmutare i metalli vili , quale il piombo in oro), è conosciuto come Grande Opera.

I 4 passaggi per ottenere la pietra filosofale conducono altresì a una metamorfosi personale dell’alchimista.

  1. Nigredo (nero): Fase iniziale di caos, decomposizione e rottura delle vecchie strutture. ​ Simboleggia l’oscurità dell’inconscio, la morte dell’ego e la putrefazione della materia grezza per liberare le sue componenti essenziali.
  2. Albedo (bianco): Fase di purificazione e chiarezza che segue il caos del nigredo. ​ Simboleggia la rinascita, il rinnovamento spirituale e la consapevolezza della propria natura divina. È associata alla “rosa alba”, simbolo di perfezione spirituale.
  3. Citrinitas (giallo/dorato): Fase di illuminazione e trasformazione.  Rappresenta la luce interiore e la trasmutazione della materia grezza in uno stato di maggiore purezza e perfezione. ​ Simboleggia la comprensione profonda dei misteri della vita e dell’universo.
  4. Rubedo (rosso): Fase finale dell’opera alchemica. ​ Simboleggia la trasmutazione in oro filosofale, l’illuminazione e la perfezione spirituale.  È il momento di integrazione completa e realizzazione del Sé superiore, rappresentato dalla “rosa rubea”.

Alcune delle figure più importanti dell’alchìmia furono:

Zosimo di Panopoli (III secolo d.C.)

Alchimista e scrittore alchemico dell’antichità, originario dell’Egitto romano. Fu il vero precursore dell’alchimia greco-egizia, ha influenzato l’evoluzione dell’alchimia nel mondo classico e occidentale. . Autore di un ampio corpus di trattati dedicati agli aspetti più tecnici della materia, tra i suoi scritti più noti vanno citati un manuale di chimica in ventotto volumi e svariati trattati come ad esempio quello sulla fabbricazione della birra.

Jabir ibn Hayyan (Geber per il latini)  (8°-9° secolo d.C.)

Ha influenzato profondamente l’alchimia occidentale con opere come Summa Perfectionis.

Ha contribuito alla chimica, farmacologia e medicina, esplorando la teoria degli elementi e tecniche alchemiche. ​

Paracelso (1493-1541)

Medico, alchimista e filosofo svizzero-tedesco. Innovatore nella medicina, sostenitore della medicina empirica e dell’uso di farmaci minerali e vegetali.

Johann Rudolf Glauber (1604-1670)

Chimico e farmacista tedesco, pioniere della chimica applicata e farmaceutica.

Johann Friedrich Böttger (1682-1719)

Alchimista tedesco, noto per l’invenzione della porcellana dura europea.

Isaac Newton (1643-1727)

Soprenderà sicuramente chi non ne fosse già a conoscenza il fatto che il famoso fisico e matematico, fu un appassionato di alchimia e condusse, seppur privatamente e forse anche segretamente non pochi esperimenti per comprendere la trasmutazione dei metalli e l’elisir di lunga vita.

E cosa ha a che fare Arpeggio Libero con l’alchìmia lo scoprirete a breve quando uscirà il romanzo di Luca Occhi: Il fabbricante d’oro di Lubecca

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Alchìmia, conosciamola meglio.

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