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Antonio Borghesi

Agli albori dell’informatica (1958) fui riconosciuto come “Il più giovane programmatore d’Italia”. Avevo diciotto anni. Ora sarei “Il più vecchio programmatore d’Italia”. Non volendomi fregiare di questo titolo da rudere, dal 1985 mi sono dedicato alle immersioni con le bombole. Da allora, cercando inutilmente di farmi crescere le branchie, ho visitato quasi tutti i più bei panorami sottomarini del mondo. Mi piace la fisica, con un’attrazione particolare per le particelle subatomiche, e l’astronomia, per cercar di capire dove stia andando questa minuscola navicella spaziale che ci ospita. Desidererei capire chi siamo. Adoro comunicare con gli altri, perciò ho imparato altre tre lingue oltre la mia, per arrivare alla conclusione che a volte basta un’occhiata o dei semplici gesti per farsi comprendere. Ritenuto inutile al mondo lavorativo per causa d’età, mi diverto a scribacchiare spruzzando le frasi con schizzi d’ironia per far sorridere chi mi legge. Per Arpeggio ho pubblicato: