Ignari di tutto recensito da Lorenzo Fain

Ignari di tutto - L'occhio attento di Roberto Balsarin

In questa breve raccolta l’occhio attento di Roberto Barsarin sembra insinuarsi nella penombra come una falena curiosa e discreta. I racconti aprono spiragli di intimità su vite desolate, su ricordi arrugginiti, su stati dell’anima incollati a cicatrici incurabili. Il paesaggio umano, a volte nostalgico altre volte carico di aspettative, spiazza per la sua autenticità. È carne e sangue. Più che leggere è un sentire. È ascoltarsi mentre ci si lascia trascinare dalle immagini prodotte dall’inchiostro. È cinema in quattro D, dove la quarta è il cuore. I protagonisti sembrano materializzarsi e sprofondare come i volti di Caravaggio. Persone comuni, umanità che cerca di ricostruire con quello che rimane. Ritrovarsi è conseguenza naturale ad ogni pagina su cui la vita con fatica si srotola. Germogli di possibilità fragili intrappolate tra esondazioni di rimasugli industriali. Roberto Balsarin si muove con maestria nella difficile arte del racconto. Personalmente credo che il suo stile pulito e asciutto sia il dono ottenuto da una persona che ha saputo filtrare la propria esperienza attraverso il setaccio della scrittura. Il frutto di un lavoro duro, di letture attente, di sottrazioni consapevoli, di una mano che pesa ogni parola, ogni pausa fintanto che lo spartito non suona come dovrebbe. “Ignari di tutto” ci concede un viaggio troppo breve, forse, ma da non perdere.

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