Ottopagine.it ha recensito "Non guardatemi così"

Gli autori del libro sono Rita Losco e Francesco Perillo. “Non guardatemi così” è stato pubblicato dalla Arpeggio Libero Edizioni

di Claudia Iandolo

“Correva... oggi non corre più, cammina. Cammina per le strade della città e per altre strade”. Sono le parole con le quali comincia la pagina finale di “Non guardatemi così” per i tipi Arpeggio Libero.

Le strade lungo le quali la protagonista continua a camminare sono quelle terribili dell’anoressia. Il racconto della malattia, della lunga lotta che impegna la protagonista è presentato da due diversi punti di vista: interno ed esterno dai due autori, Rita Losco e Francesco Perillo.

La prima, narratrice e autrice, mette a nudo se stessa attraverso le pagine di un diario che restituisce l’inferno privato nella quale, giovane e bella, cade quasi inconsapevolmente. Perillo è dapprima uno spettatore distratto, uno che guarda come tanti e come tanti incapace di “vedere” il dramma che gli si presenta.

Una circostanza banale, una domanda lasciata cadere durante una passeggiata con un amico, lo porta nel mondo di Rita. Un mondo che si restringe e si popola di demoni, che sembra girare al rovescio, in cui, assurdamente si ha paura di stare bene: “Quando sono sveglia spesso ho paura di ciò che mi circonda. E questo è ancora niente. Avete mai avuto il timore di stare bene? Certamente no, semmai avete avuto paura di stare male. Io, invece, assurdamente, ho paura di stare bene.

Il cibo rappresenta un pericolo per me, io lo avverto come tale.” Il cibo rappresenta l’energia, e l’energia vita che richiede di essere spesa, di finire in circolo. La mancanza di appetito punisce in qualche modo proprio la fame di vita che è in ognuno di noi. Rita lo sa, ne è consapevole, così come è consapevole del dolore che provoca negli altri, in sua madre per prima, ma la lotta per guarire è lunga e difficile, tanto che alla fine del racconto continua a camminare, pur avendo smesso di correre La prosa di Losco è dura e diretta. L’autrice non fa sconti al lettore né a se stessa. Diversa, piana e a tratti lirica quella di Perillo che tenta di restituire la bellezza, malgrado tutto, della ragazza e l’amore che la circonda attraverso un dialogo/intervista cui la ragazza si presta volentieri.

“Quando ritornò coscientemente nella stanza i suoi occhi rispecchiavano l’ennesima delusione di chi non è riuscito, ancora una volta, a dare una risposta ad un problema irrisolto. Abbozzò con una smorfia quello che voleva essere un sorriso, poi rassegnata sospirò e rispose: “ Non lo so. Non l’ho mai capito.” “Non guardatemi così” è un libro difficile da definire nel genere dato che in esso convivono più anime: autobiografia, romanzo di formazione, saggio sociologico, ed è forse questo il fascino ulteriore che sprigiona dalle sue pagine.    

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