Colla di pesce recensito da Fare voci

il romanzo        -------------------------------------

“Colla di pesce”

di Lorenzo Fain 

di Chiara Dorigo

Colla di pesce copertina

Nemmeno il rancore l’avrebbe mai abbandonata: traspariva dai suoi occhi fuori dalle orbite, mascherava la dolcezza che non poteva nascondere e che non l’avrebbe difesa. Seppure non ci fosse nessuno da cui difendersi, lei aveva imparato a mentire. Personalmente mi sono informato, ma tra le tecniche esoteriche non esiste la lettura delle cicatrici. Purtroppo. Grave mancanza, direi.

Solitamente cerchiamo e troviamo dei libri che ci ispirano, ma cosa succede quando sono certi libri a trovare e ispirare noi? Lorenzo Fain mi aveva scritto perché aveva scoperto che ho il vizio–passione di leggere ad alta voce, e siccome presto ci sarebbe stata una presentazione del suo romanzo “Colla di pesce” i suoi personaggi stavano cercando una voce. Fatta.

Così mi sono ritrovata a leggere la storia raccontata da Duilio, che di mestiere fa affissioni sui muri di Trieste, che non ha voglia di rotture e cambiamenti e preferisce starsene nel guscio protettivo e “blobbeggiante” della colla di pesce che usa per lavoro, della sua routine di panna cotta e divano, del non mettersi mai in gioco.
La vita però è più dinamica e curiosa di lui e incrocia il suo destino con quello di Felice, giovane “graffitaro” alla ricerca di risposte esistenziali, della splendida madre Franca e soprattutto della a dir poco complessa sorella Ester. Tre personaggi che devono fare i conti con la perdita dolorosa di un padre, di un marito, attivando tutte le strategie, gli escamotage e le risorse utili e necessarie per sopravvivere ad un lutto che ha ucciso anche buona parte di loro.

Non possono permettersi la paralisi e ognuno troverà la propria personale ricetta per RE-AGIRE, evolvere, incollando alle proprie vicende il buon Duilio, suo malgrado vittima di eventi imprevedibilmente disastrosi. Il tutto è ben scritto con ironia e delicata umanità nello scenario di una Trieste dipinta dalle pennellate-pedalate della bici di Felice, che corre senza freni lungo le pittoresche vie della città, incontrandone folli e saggi abitanti.

La “verità” di Franca, Felice e Ester mi ha dato una pacca d’incoraggiamento sulle spalle e ho sorriso, con indulgenza, pure a me stessa. Se un romanzo riesce a fare questo compie un piccolo miracolo. Buona lettura.

Lorenzo Fain, “Colla di pesce”, Edizioni Arpeggio Libero, Lodi.

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