Letteratura al femminile ha recensito "Il mondo di Cheddonna"

IL MONDO DI CHEDDONNA di
CHIARA PESENTI


Recensione di Franca Adelaide Amico.


Il mondo della nostra mitica “ Cheddonna” è un quotidiano e realistico mondo surreale. Chiara Pesenti sa dosare
con notevole maestria la sua verve comica , la sua intelligente ironia, la sua profonda riflessione. Sì, perché con il
sorriso e, meglio ancora, con il riso, si riesce ad esprimere, quando si è veri artisti, il proprio rapporto con la realtà
esterna e a tante riflessioni è indotto il lettore il quale, ignaro del “ gioco” della scrittrice, crede di trascorrere un
placido momento di puro e semplice relax e invece…sorridendo , è condotto alla riflessione sull’ assurdità di tanti
momenti della propria vita.Tutte noi siamo “ Cheddonne”, qualcuna di noi ha un “Miomarito” e, alzi la mano chi
non si è mai imbattuto nella “ Stregadisopra”, moglie di “ Quelverme”e madre di “Tuttasuopadre” E poi, che dire
del nostro tenero pargolo “ Il principe”e del giardiniere “ Heyfurbo” ? E mentre leggiamo, si affollano i
personaggi più disparati nelle situazioni più esilaranti: “ NonnaNenna”, “ Cheddolce”, “ Tuttisuoi?”
Questi sono solo alcuni dei personaggi della nostra Chiara: una girandola coloratissima di caratteri, di tipi fissi che
tanto ci assomigliano. Ha la vena della narratrice di favole, Chiara Pesenti. Le favole di Fedro incarnano vizi e
virtù in animali, Chiara tratteggia e dipinge con eccezionale bravura vizi è virtù in personaggi della vita di tutti i
giorni.
E poi, “ Cheddonna” è un romanzo sapientemente costruito. Nella sua apparente frammentarietà, si snoda un
motivo conduttore : la lucidità nell’ osservare le contraddizioni del nostro esistere.
Per finire vorrei proporvi uno stralcio che mi ha letteralmente deliziata. Eccolo.
… pensava Cheddonna e, avvicinatasi alla bambina, che aveva appena finito di bere un enorme bic¬chiere di
coca-cola, le domandò, con voce flautata: «Qual è il tuo nome, bella bambina?».
«Mi chiamo Tro...».
Come in slow motion, Cheddonna vide la sua bocca aprir¬si per rispondere, il labbro superiore tremolare come in
un cartone animato dei Simpson ed emettere il più so¬noro e potente rutto che avesse mai udito, insieme alle
ultime due sillabe del suo nome.
Oppure:
il papa si farà portare una bottiglia di spumante (spumante, mica di champagne!) già aperta, per non sprecarne una
nuova
O ancora:
Quando quell’omone vestito di bianco si era affacciato al balcone, senza la stola e il camauro e con una modesta
croce di ferro al collo, Loziovescovo era sobbalzato sulla sedia, agitato da sinistri presagi.
Oppure:
«Eh, a quest’ora sono tutti a scuola. Tra poco Anchemiei andrà a prenderli. Io ho recuperato Adessobasta dal nido
e ora, eccoci qui!» disse, tutto d’un fiato, mentre prendevano posto nell’ascensore «
Dovrei citarvi tutto il libro ma…fate prima ad acquistarlo. Piacevole, divertente. E serio.
E’ un ‘ opera seria quella di Chiara Pesenti. Del resto, il riso è una cosa seria.
Franca Adelaide Amico

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