Media&Sipario ha recensito A.D.1243

Hanno chiesto di avere in anteprima il pdf di A.D. 1243 ed ecco il risultato:

una bellissima recensione

 

 

IO L'HO LETTO - Sembra di percorrere i meandri del castello, di sentire l’odore della cacciagione, mentre lotte interne e inquietanti albeggiano all'orizzonte. Questa è l’impressione che si ha quando si comincia a leggere “A.D. 1243 – l’ultimo assedio”, in uscita per Arpeggio Libero editore. Il romanzo storico, infatti, attinge l’idea proprio dalle pagine di storia più gloriose della città di Viterbo, come quelle dell’assedio di Federico II di Svevia.

Il romanzo nasce da quattro mani, opera di Marta Tempra (giovane autrice, nata nel 1991 a Roma, ingegnere nucleare e scrittrice) e Furio Thot (pseudonimo dello scrittore lodigiano Fabio Dessole, specializzato in romanzi storici, laureato in Scienze Politiche a Milano, città dove è nato alla fine degli anni cinquanta; ha pubblicato fino ad oggi una raccolta di racconti e quattro romanzi).

Un racconto d’altri tempi, quello dei due scrittori, che sicuramente si può leggere con ancora maggiore piacere se si possiede un minimo di conoscenza storica, dato che vengono citati nome degni di nota. Un linguaggio davvero forbito e medievale, che si sposa benissimo con il racconto. Numerose le descrizioni che celebrano l’Italia con venature storiche, numerose sono le città che fanno da scenario al racconto: Viterbo, Palermo, Verona, Lodi, Cremona, Pontevico.

Al suo interno lotte tra impero e comuni, guelfi e ghibellini che dividono in due imperi, città e famiglie. Storie diverse fra loro che si intrecciano per poi confluire nell’epilogo viterbese. In diverse città, diverse storie, a Viterbo, Giacinta Brettoni, giovane nobile di parte guelfa, è destinata al convento fin dalla nascita, ma il destino la porterà a rinunciare al velo per diventare moglie di un uomo ricco della città, si accorgerà dell’amara sorte che il destino ha in serbo per lei.

Nel frattempo, il poeta siciliano Jacopo degli Altofonte viene convocato alla corte di Federico II dove, a causa di una ferita inferta da un cinghiale, sosterà a lungo e - nei meandri del castello - s’innamorerà perdutamente di Selvaggia, figlia naturale del sovrano e destinata in sposa all'uomo più crudele del suo tempo. Bellissima è la storia d’amore tra i due, come commoventi e piene d’amore sono le lettere che riescono a scambiarsi. Alle loro storie si unisce quella di Guido Sordi, speziale lombardo in fuga con la famiglia da Lodi dopo che la città si era arresa all'impero. 

Un romanzo marcatamente storico, intriso di colpi di scena e travolgenti storie d’amore che regalano al testo una straordinaria fluidità. Non vengono risparmiati racconti raccapriccianti, come quello dello stupro e della morte di Adalberto, il tutto però in piena linea con il periodo, il tempo e la storia.

Fughe, palpitazioni che convergono tutte alla fine, non prima di 512 pagine, nella città di Viterbo con l’ultimo assedio. Tra spade, mantelli, fazzoletti ricamati e coraggiosi ideali si può fare un tuffo nel lungo passato, ripercorrendo le strade storiche di quei momenti, gli ideali, gli amori infranti e quelli che non sono mai finiti e rispolverando, perché no, anche un po’ di storia.

Maria Elena Mione

 

http://www.mediaesipario.it/index.php/cultura/93-libri-e-fumetti-2015/203-a-d-1243-l-ultimo-assedio-romanzo-storico-che-ricorda-viterbo-e-l-italia

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