La rosa violata recensito da "Le recensioni della libraia"

SABATO 28 FEBBRAIO 2015

La rosa violata

 
 
LA rosa violata
di Beppe Briganti
Arpeggio libero
Trama
Un amore forte, nato da i giochi d'infanzia, un padre che lo non lo accetta
e lo vuole contrastare a tutti i costi, una serie di aggressioni e 
un delitto apparentemente semplice da risolvere. Questi sono gli
ingredienti principali di una vicenda ambientata nella provincia pugliese
verso la fine degli anni novanta. I personaggi, spesso di origine contadina,
ma entrati repentinamente in contatto con una modernità che attrae
e lusinga, si muovono tra progresso e tradizione, con problemi e disastrose
sconfitte. Parte dei dialoghi sono in un dialetto talsanese riadattato per una
migliore comprensione. Tra vicende degne della peggior cronaca nera, non
mancano personaggi e situazioni che fanno sorridere. Momenti
emozionanti si alternano sapientemente a situazioni decisamente comiche.
 
***
Scrivere un giallo è difficile: non deve cadere nella banalità, le vicende
devono tenere il lettore incollato alla pagina e l'autore deve
studiare se vuole risultare credibile.
Tutti aspetti che vengono curati perfettamente ne "La rosa violata"
il romanzo d'esordio di Beppe Briganti. 
E che esordio, mi viene da dire, perché io questo libro
di 272 pagine l'ho letteralmente divorato per la troppa ansia di
scoprire cosa sarebbe accaduto. Perché non c'è solo il crimine
più importante, quello da cui prende le fila il romanzo, l'enigma
che devono svelare le indagini. C'è anche un giallo nel giallo,
altrettanto misterioso e forse ancora più coinvolgente dal punto
di vista emotivo.
Una bella trama, avvincente, da cui emergono alcuni personaggi
che si amano e altri che si odiano. E questi sentimenti
non sono per nulla contrastanti, mentre da una parte ti
senti di poter essere indulgente con alcuni anche per la loro
ingenuità, ad altri non fai nessuno sconto (anzi forse mi
piacerebbe sapere che alla fine una bella punizione esemplare
l'hanno ricevuta).
Briganti, poi, ci porta alla scoperta della Puglia, di un piccolo
paese e ci fa scoprire un aspetto ambivalente di quel territorio
che potrebbe, a mio avviso, essere applicato anche ad altre
regioni. La provincia emerge in doppia veste ne La rosa violata:
da una parte è un male per chi la vive con le sue chiusure e
i pettegolezzi, dall'altra trasuda positività grazie a quel senso
di piccola comunità che spinge molte delle persone che
ci vivono a una sorta di solidarietà.
Menzione anche per la scrittura, veloce e capace e per
quell'uso del dialetto che regala al libro un senso di verità.
 

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