Il blog Pianeta donna intervista Loriana Lucciarini

Per le interviste del sabato, diamo il benvenuto a Loriana Lucciarini!

Ciao Loriana, benvenuta nel club delle lettrici compulsive.

Ciao lettrici! Un caro saluto a tutte

Rompiamo un po’ il ghiaccio, parlaci di te: chi è Loriana Lucciarini, sia come persona che come autore.

Sono un’autrice che prova a scavare con leggerezza nell’animo umano, che tenta di trasmettere emozioni positive e forti con i suoi scritti. Molto di ciò che sono come persona si rispecchia nella mia produzione letteraria. Sono una donna che si è ricostruita più volte, una che non molla mai, appassionata e attiva, che ama fare piuttosto che stare a guardare. Una che corre sempre, dietro ai treni, ai pullman e all’orologio che sembra sempre andar via troppo veloce. Pendolare stanca per necessità, approfitto di ogni momento per dedicarmi alla scrittura: durante le attese alla fermata dell’autobus, nel viaggio in treno… Multitasking nella vita, colgo occasioni per non perderle.

Come prendono vita le tue idee, su carta o su pc?

Il pc è lo strumento fondamentale del mio lavoro. Sulla carta abbozzo le idee o i passaggi che scrivo sotto ispirazione, ma è solo al pc che la storia prende forma e solo così potrei arrivare a trasformarla in un sogno vero, perché taglio, sposto, incollo, riscrivo, correggo continuamente. Cosa impossibile con un block notes!

Cosa vuol dire per te scrivere?

Scrivere è dar voce alla mia anima, che prende corpo attraverso le mie poesie. Scrivere è dar voce alle storie che cercano pubblico e che vengono a me, attraverso l’ispirazione, per essere raccontate. Scrivere è realizzare i miei mondi immaginari, è sfogare le emozioni, è trasmettere ciò che sento grazie alla carta che si fa viva.

Veniamo al dunque ora, raccontaci del progetto: Quattro petali rossi: Com’è nata l’idea di questa antologia?

4 Petali Rossi nasce dalla collaborazione delle 4writers, cioè le autrici del volume: Arianna Berna, Monica Coppola, Silvia Devitofrancesco e la sottoscritta, Loriana Lucciarini.

Amiche e colleghe da tempo, sentivamo la necessità di fare qualcosa rispetto al tema della violenza sulle donne. Così abbiamo ideato questa antologia che inizialmente doveva nascere come produzione self ma che poi ha incontrato un editore coraggioso e generoso, che ha deciso di farla propria e pubblicarla.

Perché il titolo: Quattro petali rossi?

L’idea è stata dell’editore:

4, come noi autrici (le 4writers appunto)

Petali, per simboleggiare la fragilità e la bellezza dell’universo femminile

Rossi, a richiamare il colore della battaglia sociale contro il femminicidio, la violenza.

Com’è stato lavorare con altre autrici a questo progetto?

E’ stata una sinergia speciale! Tutte e quattro abbiamo condiviso l’idea iniziale, quasi con una sorta di telepatia magica. E siamo state fin da subito d’accordo a donare gratuitamente i racconti per non voler lucrare su un progetto così unico e importante…

Questa  antologia tratta un tema purtroppo molto attuale. Vuoi Dirci qualcosa in più?

“4 Petali Rossi, frammenti di storie spezzate” vuole sensibilizzare rispetto al fenomeno della violenza di genere e del femminicidio, raccontando quattro storie diverse per illustrare i modi differenti in cui la violenza si esplica. Ecco quindi le storie di Alba, Selina, Anne e Gaia dove i lettori incontrano lo sfruttamento dell’immagine femminile, lo stupro etnico durante la guerra, il tradimento e il femminicidio, la manipolazione psicologica e l’isolamento. Ognuna di noi autrici ha raccontato a suo modo le vicende delle protagoniste, approfondendo emozioni, meccanismi, aspetti principali.  Ma il volume fa anche di più. L’idea era quella di realizzare un progetto concreto. Non solo parole e storie, quindi, ma anche intervento vero: abbiamo così inserito un manuale SOS scritto dalle operatrici del centro antiviolenza, che riteniamo utile in caso di necessità e abbiamo destinato le vendite a un centro antiviolenza, per finanziare il lavoro della casa delle donne nella Marsica, di BeFree.

4 Petali Rossi, quindi è davvero tante cose: impegno, rabbia, azione personale, finanziamento, supporto, incoraggiamento, sensibilizzazione, opera reale…

C’è un passaggio, una frase o una citazione che colpisce più di tutte?

«Ora so esattamente dove la corrente mi voleva portare mentre io fuggivo altrove nell’oblio: qui, a scrivere la mia storia. Storia che è poi quella di tante donne, donne che non hanno più avuto voce dopo quello che hanno subìto, che ne ha devastato corpo e anima.

Per tutte loro che non ce l’hanno fatta, perse e disperse nell’orrore di quella folle guerra, la mia voce sarà la loro voce e la mia storia sarà la loro. Per avere giustizia, per ritrovare una dignità nuova in tutta questa indicibile sofferenza impossibile da dimenticare ma da cui è possibile riemergere, per impedire che altrove un’altra donna nel mondo subisca quello che abbiamo vissuto noi. Perché ciò non accada, non accada mai più.» (tratto da “Il coraggio di raccontare” di Loriana Lucciarini – 4 Petali Rossi, frammenti di storie spezzate – edizioni Arpeggio Libero)

Com’è stata la reazione del pubblico?

All’inizio deludente: eravamo certe che un progetto di questa portata, che vede le autrici e l’editore rinunciare ai propri compensi per dare tutto il ricavato (tasse escluse) al centro antiviolenza, fosse accolto con interesse e partecipazione. Immaginavamo masse di lettrici e lettori pronti ad acquistarlo. E invece… L’argomento fa paura, tanta e si fugge via, si evita.

Fortunatamente non abbiamo mollato e caparbiamente abbiamo iniziato a farlo conoscere, coinvolgendo associazioni, circoli letterari, fino a che l’interesse è arrivato e le vendite hanno preso il volo. A un anno dalla sua uscita, 4 Petali Rossi ha già dato una prima bella cifra a finanziamento della casa delle donne nella Marsica e continua a essere un volume richiesto e ricercato, tanto da attestarsi tra i cinque volumi più venduti nella storia della casa editrice Arpeggio Libero. Un bel successo, costruito con fatica e convinzione, che ci ripaga di tutto il lavoro fatto fino a oggi.

Cosa ti aspetti dal prossimo futuro?

Continuare a scrivere con lo stesso piacere di sempre, senza costrizioni e con la stessa libertà avuta fino a qui. Mi auguro che i lettori possano appassionarsi alle mie storie tanto da continuare a seguirmi, come ora.

E… – posso osare o sembro sfacciata?

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