Izabel

di Scampone

 

Izabel infilò la pesante chiave nella toppa e aprì il portone. Il cigolio si propagò nell’atrio buio, amplificato dalla mancanza di mobili.
La donna rabbrividì. Non le era mai piaciuta quella casa.
Scrollò le spalle e sorrise nervosamente.
Non sono più una bambina... e poi ci starò pochissimo qua, il tempo di concludere la vendita.
Aveva bisogno di soldi e, inaspettatamente, era giunta l’offerta di un acquirente. Sarebbe arrivato l’indomani.

Uno scalpiccio di passi la fece ruotare su se stessa.
Impossibile. Izabel si irrigidì al centro della stanza. Un soffio di vento ghiacciato le scompigliò i capelli e gonfiò le tende alle finestre.
“C’è qualcuno?”
Nessuno le rispose. Si costrinse ad avanzare verso la scala. Si fermò a metà e ripeté: “C’è qualcuno?”
Un tonfo sordo accolse le sue parole. Restò per un attimo senza respiro, immobile e confusa.
Sto immaginando tutto. Sono solo suggestioni!
Respirò a fondo, poi riprese a salire.
Si fermò di colpo,
Un’ombra sul muro.
“Izabel” si sentì chiamare.
L'ombra tese una mano verso di lei.

Scappò via precipitosamente, ansante e con il cuore in gola. Per un po' stette così, gli occhi sbarrati nella penombra, le orecchie tese a captare qualsiasi rumore.
All'improvviso si sentì osservata. Occhiate malevoli, presenze spettrali che trasudavano odio. Sentì addosso un contatto viscido, insieme al gelo che si faceva sempre più pungente.
Un ricordo antico si impadronì del suo corpo. Si ritrovò a tracciare, con mano tremante, la linea di confine che l'avrebbe protetta. Recitò, a fior di labbra, le antiche formule che la nonna le aveva trasmesso in una notte di plenilunio. Da bambina le era sembrato un bel gioco ripetere le parole incantate che la nonna le insegnava.
“Non dimenticarle mai”  le aveva raccomandato l'anziana donna “Potresti averne bisogno”.
Izabel l'aveva guardata dubbiosa.
“Lo capirai al momento giusto”.
Il ricordo ora riaffiorava insieme alle parole del rituale.

“Io evoco te, o grande Cerchio del Potere. È  qui che chiamo i guardiani del Nord, dell’Est, del Sud e dell’Ovest perché essi siano scudo e protezione contro la malvagità”.

Tentò di ignorare il mugghiare furioso che rimbalzava da un angolo all'altro della stanza.
La stanchezza le chiuse gli occhi, ma sapeva di non poter abbassare la guardia. La mano corse all'amuleto di corallo rosa che le cingeva il collo sottile. Le era stato regalato in occasione del sedicesimo compleanno. La nonna le aveva spiegato che non avrebbe dovuta toglierlo mai.  Affondò le mani nel sacchetto di iuta che portava sempre con sé, fece scorrere tra le dita i granuli di sale e, ripetendo l'invocazione con voce rotta, eresse un muro invisibile, una cortina invalicabile che la rese intoccabile. Un leggero sudore le imperlò la fronte, mentre recitava la formula di chiusura:  

“Al di sopra e al di sotto, questo Cerchio è sigillato!”

Come faceva da bambina, si accovacciò al centro del cerchio, la pelle candida illuminata dal riverbero delle candele.
Era il momento dell'attesa.
Un tanfo di zolfo le serrò la gola, il fetore della putrefazione le riempì le narici. Al di là del cerchio, il guizzo veloce delle anime dannate che tentavano di avventarsi su di lei. Izabel le osservava preoccupata da dietro la folta cortina dei capelli rossi. Inorridì alla vista della moltitudine che si stava radunando ai margini del cerchio. Sapeva che altre ancora ne sarebbero arrivate in quella notte maledetta. Era tutto un vociare e un urlare rabbioso. Imprecazioni, bestemmie, oscenità mai sentite sgorgavano dalle bocche ghignanti, spalancate come fauci di animali feroci. La ragazza portò le mani alle orecchie per non essere costretta a udire, ma fu inutile.  
Si nutrono della mia paura, diventano più forti. Devo reagire, fare qualcosa!
Si fece coraggio cercando di ricordare le movenze della nonna.

Volgendosi verso Est  invocò gli antichi dei dell'aria.  
Essi annunciarono la loro presenza con un soffio caldo e umido, un tocco leggero che diventò turbinio e poi vortice violento. Impassibile, Izabel guardò cadere ai suoi piedi decine di anime dannate, falciate dalla furia del vento. Ma altre ne arrivavano,  arrampicandosi sui cumuli di ossa ammassate al margine del cerchio.

Allora si girò verso Sud e fece appello all'energia della fiamma sacra.
Il fuoco  divampò violento. Osservò le fiamme lambire le vesti degli spettri per poi infuriare all'improvviso. Vide i corpi contorcersi urlando, come le vittime tra le spire di un grosso serpente. Fu investita dall'odore nauseabondo della carne bruciata, inorridì alla vista delle ustioni, fu straziata dalle grida di dolore. Poi tutto sembrò placarsi. Ma altri demoni arrivarono, sfuggendo ai lapilli e affondando nella cenere.

Si volse verso Ovest e chiamò la forza dirompente dell'acqua.
L'acqua giunse con una forza di infinita distruzione. Onde minacciose travolsero tutto, inghiottendo tra i gorghi le orde di spettri che avanzavano. Altri però ne arrivavano, una moltitudine urlante che sembrava non avere mai fine. Si facevano largo a fatica, scansando i mulinelli più insidiosi.

Quindi si girò verso il Nord chiedendo all'energia vivente della Terra di intervenire.
Una cortina di piante crebbe intorno a lei, lungo il confine che aveva tracciato. Al di là del cerchio si aprì una voragine e, mentre albeggiava, la Terra inghiottì le ultime anime dannate.

Guardò la Terra richiudersi, l'Acqua ritirarsi, il Fuoco spegnersi, il Vento acquietarsi.
Ai suoi piedi un manoscritto ingiallito dal tempo.
Lo aprì con cautela e impallidì.

La casa aveva avuto una lunga storia di morti violente, suicidi e scomparse misteriose. Il trisavolo di Izabel le aveva annotate con scrupolo. Erano tutte donne, poco più che diciottenni. Una lunga sfilza di Izabel.

Ora tutto le appariva chiaro.
Le filastrocche, i giochi magici, gli amuleti... la nonna aveva voluto proteggerla, preparandola a fronteggiare l'epico scontro che avrebbe interrotto la triste catena di morti.

Guardò il proprio nome in fondo alla lista sbiadire e poi dissolversi.
Tutto era compiuto.

 

Informazioni aggiuntive

Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner acconsenti all’uso dei cookie.