Marta Tempra intervistata da DONNE EUROPA

cultura e spettacoli idee
INTERVISTAdi , 8 agosto 2014

Marta Tempra: diventare scrittrice è possibile senza raccomandazioni

A quasi 23 anni ha già pubblicato due raccolte di racconti e si appresta a scrivere il suo primo romanzo storico. Il suo editore l'ha scoperta su un blog letterario dove pubblicava, gratis, i primi lavori inediti. E oggi consiglia ai giovani di crederci, sempre

 
 
Foto Claudio CavalloroFoto Claudio Cavalloro

Marta Tempra è una scrittrice di quasi 23 anni appena laureata alla triennale di Ingegneria energetica alla Sapienza. Ha pubblicato già due libri (L’Estate dei Bucaneve e L’istante tra due battiti) per i tipi dell’Arpeggio Libero ed ha partecipato quest’anno al Salone del libro di Torino. Studentessa di mattina e scrittrice di pomeriggio, Marta ha potuto realizzare il suo sogno grazie alla Rete e ci racconta la sua esperienza.

Come sei riuscita a pubblicare il tuo primo libro?

Ho seguito moltissimi siti attraverso i quali confrontarmi e collaborare con altri scrittori e in particolare Meetale dove si possono pubblicare gratis le proprie opere e anche metterle in vendita. Su questo sito si organizzano anche concorsi e varie iniziative utili per confrontarsi con altri scrittori: sono iscritti 319 autori e 2516 lettori e sono state pubblicate 1598 opere. Qui la mia attuale casa editrice mi ha notata e mi ha contattata. Non ho avuto bisogno di raccomandazioni: il mio lavoro è piaciuto, tutto qui.

Quando è iniziata la tua passione per la scrittura?

Ritengo che esistano due categorie di scrittori: quelli che scrivono fin da piccolissimi, iniziando da storielle di poco conto fino ad arrivare a storie più impegnative, e chi invece preferisce buttarsi da subito su temi importanti o di attualità. Io faccio parte della prima categoria, perché ho iniziato da molto giovane con storie semplici per arrivare a cimentarmi con argomenti importanti. La scrittura è lo sfogo della mia anima e la mia più grande passione.

Qual è o chi è la tua fonte di ispirazione?

La mia ispirazione è la vita in ogni sua sfumatura. Di libri ne ho letti tanti, ma non posso dire che ci sia un unico scrittore che mi ispira, preferisco ispirarmi ogni giorno alla bellezza della vita.

Come mai hai deciso di organizzare i tuoi libri in racconti?

I racconti sono nati così, non li ho programmati a tavolino. Sono stati disegnati direttamente dalla mia immaginazione in questa forma e sono legati tra di loro dal filo conduttore dello stile di scrittura. Mi ritengo una scrittrice molto impulsiva che da libero sfogo all’immaginazione senza forzarla a creare ciò che io razionalmente vorrei. L’arte crea, e io la lascio fare.

Hai in mente altri progetti?

Sì. Voglio scrivere altri racconti e realizzare, insieme ad un altro autore di Arpeggio Libero, un romanzo storico che narri l’assedio portato avanti da Federico II contro la mia città, Viterbo, durante il Medio Evo. Ho scelto questo evento perché sono stanca che venga raccontato attraverso una cronaca fredda e spoglia: voglio che si sposti l’attenzione sui personaggi, sono loro che creano la Storia. Uomini e donne che vanno raccontati al pubblico in ogni loro sfumatura , senza ridurre la narrazione alla semplice vicenda.

Come crei i tuoi racconti?

La mia mente crea liberamente e a volte, rileggendo, mi stupisco io stessa di ciò che magari, razionalmente, non avrei scritto. Parto sempre da qualche spunto reale, poi però la storia prende vita da sola e ha svolte improvvise, colpi di scena e digressioni nate dalla mia penna che li disegna impulsivamente.

Che sensazioni hai provato a passare da visitatrice del Salone del libro di Torino a protagonista?

Una sensazione molto forte. Solo due anni prima mi trovavo lì sentendomi una goccia piccolissima in un mare immenso vedendo il mio sogno così lontano, e adesso sapere di essere riuscita a realizzarlo e ritrovarmi insieme a tanti bravissimi scrittori mi ha dato una soddisfazione immensa e mi incoraggia a non mollare mai.

Qual è l’errore da non fare, per i giovani che aspirano a diventare scrittori?

Vedo tanti ragazzi che commettono il mio stesso errore, ossia quello di pensare che il loro sogno è impossibile. Invece bisogna crederci sempre, mantenendo sì i piedi per terra, ma senza demordere perché i risultati arrivano sempre. Ho imparato a non mollare mai, perché la realizzazione del mio sogno, che sembrava irraggiungibile, invece era proprio dietro l’angolo.

Che consigli pratici daresti a chi vorrebbe entrare nel mondo della scrittura?

Di scrivere moltissimo ma soprattutto di leggere; di informarsi sui potenziali editori per non cadere in spiacevoli trappole e truffe; di spedire i propri scritti a più persone possibili, anche solo per avere un parere; di andare alle presentazioni di altri scrittori e trarre dalla loro esperienza spunti e incoraggiamenti per andare avanti; di non provare invidia per chi ha avuto successo prima di te. Di collaborare e confrontarsi, magari usando il web, che è un mondo immenso pieno di idee e di opportunità.

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