L'amuleto di giada

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Divisi da duecentoventicinque anni, Athena e Jean vivono due vite in parallelo, due vite lontane ma unite da un diario: pagine ingiallite, un’immagine sconvolgente, e il diario diventa il prima e il dopo, il presente e il passato. Una vita, un’altra. Mani che lo scrivono nel passato, occhi che lo leggono nel presente: nello stesso istante. Chi è la donna nell’immagine, perché le somiglia? Perché l’amuleto brucia sulla pelle? Athena non vuole sapere. Chiude gli occhi e scappa. Prova a vivere la sua vita, ma il vortice è vicino, la porterà con sé oltre ogni legge fisica e il 1786 diventa presente: la sua casa non c’è più, non ci sono i genitori, non c’è più la sua Venezia. C’è lui: Jean e una storia da scoprire, il male da sfuggire. E Athena rivive la vita scritta sul diario.

A cura di Annalisa Caravante

Recensioni

Mercoledì, 14 Ottobre 2015
Nessun altro meglio di Athena, una ragazza dei nostri giorni, catapultata da un malocchio nel fine settecento, ci avrebbe potuto raccontare, la quotidianità della vita della Venezia dell’epoca e allora, noi le saremo accanto a vivere ogni momento di questa sua straordinaria storia, scritta in forma fluida e, cosa non da tutti, grammaticalmente corretta, da Alessandra Nitti, alla quale dovremo dare atto della serietà dello sforzo di ricerca documentale, a seguito del quale ha saputo ricreare con affinata precisione, i tempi e gli ambienti della Repubblica Serenissima e quelli appena precedenti la Rivoluzione Francese. Alessandra ci fa vivere la Storia con tratti a volta ironici, a volta drammatici come quelli che la vita reale ci presenta ogni giorno. Athena non è però una ragazza di quei giorni del passato. Lei, venendo dal futuro, lo conosce e porta con sé, non solo qualche incongruo oggetto del suo tempo, ma anche le proprie cognizioni moderne che le forniscono, agli occhi di chi le sta accanto, le stigmate di strega confermate da una leggenda su di una “Ninfa degli specchi d’acqua” dai capelli rosso fuoco, proprio come i suoi, e con un amuleto di giada attorno al collo, proprio come quello che si adagia nel solco dei suoi seni. Alessandra non si preoccupa delle eventuali distorsioni che Athena, con la sua provenienza dal 2010, avrebbe potuto apportare al corso della Storia, facendoci così dimenticare che, questo ben congegnato storico, avrebbe potuto anche essere un fantasy, che l’autrice rigetta come classificazione, mentre in effetti racconta una storia d’amore tra Athena e Jean, di origini ma soprattutto di epoche diverse, che ci fanno partecipare, non solo ai loro momenti di vivida passione ma anche a quelli di intrepida avventura e di vera stregoneria.

Tony
Antonio Borghesi
Sabato, 28 Febbraio 2015
La protagonista di questo romanzo si ritrova a dover gestire una situazione alquanto strana ed eccitante: sbalzata indietro nel tempo per chissà quale motivo, vivrà avventure intricate e pericolose. L'ambientazione inoltre racchiude in sè mistero e fascino, tanto che io, che non ho mai visto Venezia, ora non vedo l'ora di visitarla! Ma perchè Athena è tornata indietro nel tempo? Qual è il suo compito? Lo scopriremo? Consiglio vivamente questa lettura, che mi ha tenuta incollata al divano per diverse serate. Ora non vedo l'ora di sapere quando ci sarà un seguito!
federica
Domenica, 14 Dicembre 2014
Se vi è una città in grado di racchiudere due concetti antitetici come quello di “caducità” ed “eternità”,è sicuramente Venezia.Avvolta da un manto di stupefacente mistero e incantevole bellezza,protetta e minacciata dal suo azzurro compagno,sembra sempre sul punto di sprofondare,eppure resiste.E in questa sua resistenza si cela un incantesimo,dal momento che si è sempre opposta con fierezza all’incedere del Tempo.Eppure…quanto diversa doveva essere la Venezia del XVIII secolo da quella del XXI!Lo sa bene Athena,protagonista de “L’amuleto di giada”,d’un tratto spedita dal 2014 al … 1786!Eroina anticonvenzionale,con la bottiglia di whiskey sempre in mano e un linguaggio da “scaricatore di porto”,si troverà suo malgrado immersa in una realtà a lei completamente sconosciuta;il suo carattere emancipato la porterà a sentirsi soffocata dai merletti e dalle rigide convenzioni del XVIII secolo,tuttavia riuscirà a ritagliare al suo interno uno spazio per sé.Fondamentale sarà l’appoggio di Jean,un patrizio veneziano la cui vita viene sconvolta dall’improvvisa comparsa di Athena.Caratteristico del romanzo il tocco delicato, leggero ed ironico che accompagna tutte le parti,anche le più drammatiche.Degna di nota è la caratterizzazione psicologica dei protagonisti:fra le sue pagine,infatti,si delineano poco a poco con estrema chiarezza la solitudine,la fragilità e lo straniamento di Athena,la riluttanza di Jean nell’uscire dagli schemi tradizionali e il suo sgomento di fronte ai modi “inusuali” della ragazza;nessuno dei due è privo di peccati,anzi,la tradizionale divisione fra “buoni” e “cattivi” cede il passo ad una rappresentazione disincantata della realtà,nella quale a volte la necessità fa sì che anch’essi si “sporchino le mani”,senza perdere però la loro positività.
Paola
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