Nei giorni di sventura

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“Fra i doveri prescritti ai re, quelli dei giorni di sventura sono i più grandiosi e solenni … “   

Dal Proclama di Francesco II a Napoli, il 6.09.1860
 
L’improvvisa morte di Ferdinando II di Borbone fa salire al trono del Regno delle Due Sicilie il giovane Francesco e crea le condizioni propizie per la spedizione dei Mille. Con una marcia fulminea Garibaldi è alle porte di Napoli. Francesco II decide di non far diventare la Capitale terreno di battaglia e il 6 settembre si imbarca per raggiungere la fortezza di Gaeta. Ma una sventura persino più grande degli avventurieri di Quarto incombe sulla Nazione Napoletana. Il buon Re Francesco decide allora di spezzare il patto scellerato che ha assicurato nei secoli a governanti stranieri il dominio del Meridione, siglato dall’Aragona con potenze sovrannaturali proprio a Ischia.  Anche se questo significa perdere ogni speranza di conservare a Casa Borbone il trono. Per questo incarica Armando Lopez, alfiere del 1° Cacciatori di raggiungere al più presto l’isola verde per prestare soccorso ai sudditi fedeli che ne hanno richiesto l’aiuto. L’ufficiale precederà di poco un altro visitatore: il garibaldino Alberto Mario, accompagnato dalla moglie inglese, Jessie White. Forse, rifletteva Lopez nell’obbedire al suo Re, non è ancora tutto perduto.

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