Apologia del perduto

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Una miscela speziata di racconti che il fiorentino Massimo Acciai e il marchigiano Lorenzo Spurio hanno messo a punto negli anni.  Anche se il lettore si immergerà nelle pagine di narrazioni medio-brevi come è la natura stessa del racconto, non si farà difficoltà a intuire rimandi a generi altri dato che le storie contenute nei sette racconti affrontano tematiche tra loro piuttosto diverse.

Si parla di un amore ricercato ed illusorio che sarà motivo di scoraggiamento, di una malattia che impetuosa rovina la tranquilla esistenza di una famiglia qualunque, ma anche di problemi di carattere sociologico che riguardano la nostra contemporaneità. Il sottofondo di ogni storia è quello dei rapporti interpersonali che sembrano stemperarsi e degradare a una convinzione nelle attitudini improntate a un sadico egocentrismo.

In questi racconti il lettore è invitato a riflettere su una serie di cose, ad esporre -magari- anche il suo punto di vista in base alle sue esperienze personali, perché la letteratura diventi effettivamente un dialogo possibile, condiviso e imbevuto di una sana considerazione verso l’altro.

L’apologia del perduto, l’estremizzazione del rifiuto e della desolazione che fa seguito ad atteggiamenti discutibili e impulsivi, decreterà l’esistenza di personaggi che, proprio come tutti noi, sono profondamente scissi, tormentati, delusi e alla continua ricerca di quel quid che possa tornare a dar sapore alla vita.

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