Heim - il naufrago senza passato

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In una notte d’autunno, gli abitanti di un’isola di pescatori si svegliano nella confusione. Un misterioso vascello si è arenato a pochi metri dalla battigia e gli isolani accorrono per portare il proprio aiuto ai naufraghi, ma la nave ben presto si rivela essere spettrale e deserta.
Eleanor, giovane e malinconica moglie dello spietato prefetto Filippo, è l’unica a non esserne intimorita. 
Nell’oscurità, poco lontano dal veliero, trova in condizioni disperate quel- lo che presumibilmente è l’unico superstite del naufragio e decide di accompagnarlo in segreto alla Casa del Fanciullo. Lì suor Novella e i coniugi Biagio ed Estella si prenderanno cura di lui e gli offriranno un nuovo inizio.   
Ma chi è quest’uomo senza nome e senza memoria?
Cosa significano i continui flashback che gli dilaniano la mente?
Un incredibile mistero durato più di duecento anni sta finalmente per essere svelato, ad un prezzo terribilmente alto.

Recensioni

Lunedì, 24 Ottobre 2016
Non s mi sono lasciato trasportare da impegni fisici e letto Heim in due volte. Vi dico perché non mi sia piaciuto farlo. La storia mi ha avvinto sin dalla prefazione: L’alchimista. Adoro quella chimica polverosa dal fascino antico e misterioso. Esco dall’introduzione e leggo un anno: il 1852. Grande. Mi piace il passato. M’immergo rapidamente nei capitoli successivi. Un veliero misterioso naufragato sulla spiaggia di un’isola. Il mare la mia passione! Nessuno a bordo solo un uomo smemorato che verrà soccorso dalla moglie del terribile prefetto e… sono completamente immerso nella storia. Le due di notte! Mi dispiace ma devo abbandonare il libro, anche se non vorrei. Non ho più la memoria di una volta e quando lo riprenderò non vorrei aver dimenticato. Non è così. Nel pomeriggio di due giorni dopo, oggi, come lo riapro i personaggi mi tornano vividi alla mente con le loro storie. La mia memoria non è migliorata. È la storia che si è incisa per benino. Significato: ben scritta, scorrevole e accattivante. Ho tempo per terminarla d’un fiato. La Casa del fanciullo coi suoi orfani, Novella, Eleanor, Biagio, Estella, Filippo, Iago e il maresciallo Staffi mi faranno trascorrere piacevolmente alcune ore con loro facendomeli amare o odiare come Annalisa Rizzi ha desiderato fosse. E l’Alchimista? Beh lui è la sorpresa e non sta a me rivelarvela. Scopritela da soli. Vale veramente il tempo che gli dedicherete. Forse lo leggerete tutto d’un fiato o forse a tratti, come meglio vi aggrada, ma alla fine dovrete convenirne: è quasi un dispiacere leggere la parola fine. A proposito non cercatela. La fine non c’è!
Antonio Borghesi

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