Canta per me

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Caterina ha avuto poco dalla vita e dà molto ai fratelli e agli amici, ma non dimentica mai di sorridere e far sorridere e tra amiche chiacchierone e scansafatiche, superiori arrogaNti e snob, portieri impiccioni, cugini ossessivi, nonni con una pazienza da santi, Caterina chiede solo una cosa a Francesco, di cantare per lei. Francesco, ex cantante, famoso autore di canzoni, non riesce ad esaudire questa richiesta che sembrerebbe facile da realizzare per un cantante e invece…

È stato accertato che ogni anno ci sono più feriti per i balli nuziali che per la guida in stato di ebrezza […] Arriviamo al girotondo e qui viene coinvolta inevitabilmente anche la sposa. È l’unico momento in cui il fotografo ti ha lasciata in pace e ti accingi a mangiare quelle pietanze che il cameriere ti ha timidamente conservato sul tavolo per pietà. Arriva la dolce e piccola damigella, mandata dalla madre cattiva, e con quella vocina flebile flebile, ti dice “Vieni a ballare anche tu, è la tua festa.” Tu, presa dalla cieca stanchezza e dal gonfiore ai piedi, causato dalle scarpe nuove che ti sembrano delle trappole di ferro, rispondi: “Ho pagato mille euro per gli animatori e tu stai qui a rompermi le scatole?”. Lei ti fa il visino dispiaciuto e tu ti leghi al tavolo per non cedere. Ecco, allora, gli zii e i cugini che ti prendono di peso, ti piazzano al centro del girotondo e tu devi stare lì a vedere la massa, ormai informe di gente, che ti gira intorno con dei respiri da asino cardiopatico.

Recensioni

Martedì, 29 Settembre 2015
Se volete gioire leggendo, dovete farlo con questo libro. Caterina, una ragazza napoletana, genuina, sarcastica e dolce vi accoglierà nella sua famiglia con tutto il calore di cui ognuno di noi ha bisogno.
Annalisa, l'autrice, sa trasportare il lettore nelle scene quotidiane, vi sembrerà di essere accanto ai personaggi e di poter dialogare con loro. Potete scegliere: essere anche voi un suo personaggio o trovare attorno a voi i suoi protagonisti reali.

Moka
Monica
Domenica, 19 Ottobre 2014
Come non venire attratti da un incipit come quello di Canta per me? Già dalla prima pagina il lettore si ritrova faccia a faccia con Caterina, la folle e frizzante protagonista di questa commedia romantica. In poche righe ci mostra tutta se stessa, il suo essere così elettrizzata e piena di problemi, tutti vissuti con il sorriso sulle labbra e la battuta pronta. In un mondo dove i chick-lit sono sempre ambientati a New York e Londra, dove la protagonista è bellissima e ricchissima e frequenta locali luccicanti, Canta per me spicca per la sua originalità. Siamo a Napoli, in una Napoli come la conosciamo: caotica, rumorosa e dove il calcio vale più di qualsiasi altra cosa, contrapposta a una Caserta placida e forse un po' più triste. La protagonista è una ragazza rimasta orfana e costretta a badare ai suoi fratelli più piccoli, quasi dimentica di se stessa per dedicarsi agli altri. Lavora come receptionist in una casa discografica e ha due amiche così normali – e simpaticissime – che potrebbero essere le amiche di ogni lettore. In breve, Caterina è una di noi e come noi, dietro la sua patina di forza che le serve per mandare avanti la sua vita e quella dei suoi fratelli, ha bisogno di amore, di essere rassicurata, di avere qualcuno che la sorregga. E quel qualcuno arriva: Francesco, affascinante e famoso, ma pieno di difetti, come ogni essere umano.
Perché la Caravante in questo eccelle: nel far diventare reale ogni personaggio. Non sono mai stereotipati, non sono mai perfetti. Sono come ogni essere umano e come tali non possiamo non affezionarci a loro o prenderli in antipatia se necessario. Insomma, più che raccontarci una storia, Caterina ci afferra una mano e ci costringe a seguirla nel suo mondo e a gioire e soffrire con lei, come se fosse la nostra migliore amica.
Selvaggia

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