Le cesoie di Atropo

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Giulio, Francesco e Antonio sono tre uomini giunti alla soglia dei cinquant’anni e hanno in comune una crisi familiare.
Giulio, professore di Storia dell’Arte si accorge quasi improvvisamente di provare un senso di rifiuto per quella famiglia che fino al giorno prima sembrava essere l’unica certezza nella sua insignificante esistenza.
Francesco tormentato dai rimosrsi a causa di una sbandata per una ragazzina molto più giovane di lui e infine
Antonio la cui famiglia è divorata da lotte intestine per la spartizione di un’eredità non riesce a trovare pace nemmeno nel proiprio lavoro. Il destino li farà incontrare per condurli o meglio trascinarli verso un inatteso finale.
Furio Thot con Le Cesoie di Atropo ha saputo coniugare una scrittura scorrevole e una trama originale alla profondità dei temi trattati: famiglia, amore, destino. La vicenda si svolge ai giorni nostri e vi ritroviamo gli argomenti della vita quotidiana quali l’immigrazione, la crisi economica, facebook.    
A tratti ironico, scava nella profondità dei sentimenti di Giulio, il  protagonista principale e dei due comprimari, Francesco e Antonio seguendo le vicende nel loro intrecciarsi fino all’inaspettata conclusione.

Recensioni

Domenica, 19 Ottobre 2014
Francesco, Giulio e Antonio, tre uomini alle prese con i problemi della loro età, incentrati sul loro mondo una volta stabile e che lentamente si sta sgretolando: famiglie insoddisfacenti, lavori grigi e monotoni, guerre tra fratelli, tra marito e moglie. Ognuno ha la propria storia ma tutti e tre sono legati da un filo comune, che li porterà a incontrarsi nello stesso punto e nello stesso momento.
Il romanzo è diviso in sette giorni: il primo procede forse un po' troppo lento, nonostante ciò sia necessario per presentarci i tre protagonisti e le loro vite. Dal secondo in poi le cose iniziano a sbloccarsi e ci ritroviamo invischiati nella quotidianità dei tre, conosciamo le loro debolezze e le loro impotenze. La storia di Giulio è quella più controversa, quella che spaventa e nella quale speriamo di non ritrovarci mai. Eppure tutti e tre mostrano degli aspetti così reali e così umani, che possono rappresentare noi stessi e forse è questo ciò che turba di più in questo romanzo: non le loro vicende in sé, non il finale inaspettato, bensì la consapevolezza che Francesco, Giulio e Antonio sono essere umani tali e quali a noi e riflettono le nostre stesse debolezze.
Lo stile è leggero, nonostante la durezza delle vicende, la lettura scorre veloce eppure fa in tempo a lasciarci in bocca un senso di amarezza verso la vita.
Selvaggia

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