Birichinate

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È la prima parte della storia della vita di Antonio Borghesi che avrebbe potuto anche chiamarsi "Ma che vita". Aveva pubblicato il tutto a puntate su meetale.com ma in occasione dell'uscita del cartaceo li ha tolti dal sito. Il suo editore non è ancora del tutto convinto che sia la pura verità e lo ha costretto a inserire un disclaimer. Leggetelo e traetene le debite conclusioni: le rocambolesche avventure di un uomo nato nella prima metà del secolo scorso o le fantasie di un folle scrittore?

Recensioni

Mercoledì, 18 Maggio 2016
Che sia finito in Hybrida di Arpeggio Libero mi sembra l'unica roba sicura. E quello che posso dire è cosa non è Birichinate.
Intanto Birichinate potrebbe non essere il titolo, considerando il Birchinate sul dorso.
Non è un romanzo. Non è una biografia. Non è un diario. Non è triste. Non è così tante cose che alla fine ne rimane una. Che essendo definita da quel titolo del quale dubitiamo ci riporta al punto di partenza.
E siccome questa come dicevo non può essere una recensione - quasi come per Magritte quella che dipinse non poteva evidentemente essere una pipa - deve divenire un pezzo musicale. Uno di quelli che ti rimangono nel cuore e che a raccontarlo non sai perché. Tipo Grande figlio di puttana degli Stadio.
Intesi pure che chi ascolta il brano sa esattamente cosa voglio dire.
Anche se io invece ho in mente un'altra storia.

Ps: il diario di bordo finale dovrebbe diventare la sceneggiatura di un film...
Marco Camalleri
Domenica, 21 Settembre 2014
Un libro straordinario o una vita straordinaria?

Sicuramente un libro che ha il pregio di aver trasformato una vita straordinaria in un libro straordinario.

La vita è quella di un ragazzo che dalle sponde di un lago lombardo, dopo mille birichinate, riesce ad approdare alla capitale del lusso, nel tempio del lusso per antonomasia. Salirà sulla giostra, si divertirà, ma senza mai sacrificare alla ritualità pagana il suo spirito libero e anticonformista. E quando la giostra si ferma, avrà la capacità d’inventarsi mille altre vite, rimanendo sempre se stesso, quasi fosse un mostro della mitologia classica.

Il libro ha però un valore narrativo intrinseco: la capacità di tessere una trama articolata con una scrittura elegante che fa dell’ironia e dell’autoironia un tratto distintivo. Il lettore si diverte e finisce per trovarsi risucchiato nel libro e apprezzare la sincerità dell’autore nel raccontare quello che è stato e non quello che avrebbe dovuto essere.
Libro non solo avvincente, ma di indubbia utilità quotidiana: potrete scoprire come comprare una Bentley, e non una qualsiasi, con una manciata di spiccioli o come navigare il Mediterraneo, dalla Sardegna a Hurgada, servendovi di quattro paperi.

E se vi venisse il dubbio che sia opera di fantasia, invitate a casa l’autore, fate girare il mappamondo, puntate il dito a caso, tirate fuori qualcosa da bere e disponetevi ad ascoltare. E se il dito finisce su un oceano, non sarà certo un problema e potrete scegliere tra sopra e sotto… ah, il gioco è ripetibile un’infinità di volte e potete anche decidere, senza telecomando, in che lingua preferite la narrazione.
riccardo.gavioso
Domenica, 21 Settembre 2014
Ant, i suoi mille progetti sfumati via, le nozi, un romanzo, una lettura simpatica che ci farà prendere a cuore le sorti del protagonista.
Una sola domanda, però, rimane ancora senza risposta “Antonio, ma è tutto vero?”
Chissà, forse lo scopriremo in futuro perché “Le Birichinate non finiscono qui!” e noi già pregustiamo il seguito!
Alessandra

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